L’Istituto Marcelline Tommaseo presenta Istituto Comprensivo e scuole superiori: Liceo Linguistico, Scientifico, Classico e Tecnico Economico per il Turismo

#pensiamocisu: "La bellezza di ogni incontro"

Come posso esprimere, con poche parole, l'intensità dell'esperienza di aiuto ai senzatetto di Milano che ho vissuto quest'anno con i ragazzi?

Prima di ogni altra cosa vorrei sottolineare la passione e la maturità che i ragazzi hanno messo nei gesti. Dapprima timidi e insicuri per poi diventare quasi naturali e normali (nel senso bello del termine). Ogni sera abbiamo incontrato dalle 35 alle 70 persone, numeri discostanti per ovvi motivi (non fissa dimora e maltempo), ma in qualunque caso l’incontro è stato emozionante.

Il gruppo di volontari si è fondato su 15 persone fisse e altre a spot per impegni diversi.

Già a metà percorso i signori che incontravamo ci riconoscevano, ci salutavano e scambiavano con noi chiacchiere. Via via il “rapporto” si è rafforzato nel gruppo e tra interlocutori.

A volte ci hanno aiutato a distribuire il tè, altre volte dedicato una canzone con il sassofono, altre volte ancora regalato poesie, risate e raccontato barzellette. Io personalmente sono rimasto colpito da questa crescita, nonostante è diversi anni che faccio questa attività.

I ragazzi del venerdì, o i ragazzi della scuola (come ci chiamavano i signori senza tetto), hanno portato, di loro spontanea volontà, cibo, dolci, panini e addirittura croccanti per i cani che trovavano in giro, senza chiedere nulla in cambio, e si dispiacevano quando non si riusciva a soddisfare il bisogno di tutti in modo completo.

L’ultimo giorno mi sono permesso di congedare i ragazzi con un piccolo regalo. Un braccialetto fatto a mano da uno dei signori a cui servivamo il tè, assieme a un biglietto.

Non tanto come ricompensa, ma come ricordo dei loro (semplici, ma necessari) gesti.

Nel biglietto c’era scritto:

 

Ricordate che le persone possono dimenticare ciò che hai detto, possono dimenticare ciò che hai fatto, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire.

 

Grazie per avermi accompagnato in questa semplice e piccola avventura.

So che qualche ragazzo si sta organizzando per continuare l’esperienza da solo, o comunque in modo indipendente.

Io, personalmente, non posso che essere felice dell'opera svolta, e soprattutto sorpreso.

 

Dario Pruonto