EDUCAZIONE E SOSTENIBILITA’

Giovedì scorso siamo stati invitati a parlare al convegno internazionale della “di.S.A.L.” su “Educazione e sostenibilità, dirigere per innovare”. Abbiamo portato la nostra esperienza per condividerla con altre esperienze nazionali ed è stato magico!
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Vogliamo condividere con voi due considerazioni di una delle nostre presidi rispetto a questa esperienza: La prima è che nell’Istituto Marcelline Tommaseo IL PASSATO E’ SEMPRE PRESENTE Difficile dire esattamente quando abbiamo iniziato ad essere “sostenibili” perché nella nostra scuola l’idea della “sostenibilità ambientale, economica e sociale” ha radici lontane nel tempo. E’ la storia di una scuola che fin dalle sue origini è stata segnata da grande sensibilità e attenzione alla persona e al mondo circostante e cammin facendo gruppi o singoli docenti hanno “seminato” valori e stili educativi e di apprendimento che costituiscono il substrato di ciò che siamo oggi. Quindi è storia, ma fatta di persone che umanamente e professionalmente si sono sempre spese a costruire legami e opportunità che vengono più chiaramente ordinate ed espresse con i goals dell’Agenda 2030 e le encicliche di papa Francesco. La seconda considerazione, che include anche la funzione della dirigenza, è quella di AVER CURA DEL GRUPPO e AVER CURA DI SE STESSI. Asvis e la cooperativa Camelot hanno dato la cornice di metodo e hanno avviato la discussione tra docenti relativamente alle tematiche e a come tradurle nella scuola. La scuola ha costruito un modello (Grow the world) dove 6 macroaree hanno orientato al lavoro specifico per ogni ordine di scuola (oltre ai Corsi Superiori in Tommaseo sono presenti tutte le età, a partire dalla sezione Primavera – 2 anni). Ciascun docente aveva la possibilità di aderire per interesse ad una delle macroaree, così da comporre un gruppo misto di insegnanti, ciascuno con la sua peculiarità. Così siamo partiti mescolandoci e poi dividendoci per interesse e poi ancora rimescolandoci a seconda dei progetti. Dove il modello è la cornice. Dentro ci sono tanti sottoinsiemi, gruppi di lavoro, conduzioni diverse. Il sistema didattico ne beneficia. La criticità spunta sempre in area gestionale: bisogna coordinare e abituare i gruppi a mescolarsi. Allestire tempi e spazi opportuni, facilitare le relazioni e le comunicazione tra i partecipanti all’interno di un gruppo e tra gruppo e gruppo, facilitare l’ingresso del territorio e le collaborazioni possibili (con Fondazioni, Ente locale, Associazioni). Questo è stato soprattutto il compito della dirigenza, PRESTANDO ATTENZIONE AGLI ASPETTI EMOTIVI E RELAZIONALI, tra docenti, tra docenti e studenti, tra docenti e famiglie. Supervisionare questa costellazione di gruppi in modo che tutti quanti abbiano la percezione di
appartenere ad unico sistema che ha come obiettivo il benessere armonico della comunità scolastica (e non solo): questo il nostro auspicio.